Inserito da: mariolinasavino1 | Marzo 20, 2008

CasciaClick- Roccaporena di Cascia in festa, riapre lo Scoglio della preghiera

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Mons. Dino Pallucchi: “questo intervento era necessario per la sicurezza e l’incolumità di tutti i frequentatori di Roccaporena.

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Ci scusiamo se qualche pellegrino venendo nel paese natale di S. Rita non è potuto salire sullo Scoglio della preghiera in questo anno passato”

Giovedì 20 marzo lo Scoglio della preghiera di Roccaporena verrà riaperto alla fruizione dei pellegrini. “E’ nostro dovere, dice il rettore del santuario, mons. Dino Pallucchi, ringraziare gli enti regionali, provinciali e comunali, che oltre a reperire i fondi, sono stati molto solerti nella gestione dei delicati e improcrastinabili lavori di cui necessitava il luogo sacro. Si è fatto un lavoro di messa in sicurezza sia della facciata che si staglia sopra la strada provinciale, sia del percorso sacro della Via Crucis. Questo intervento era necessario per la sicurezza e l’incolumità di tutti i frequentatori di Roccaporena. Ci scusiamo se qualche pellegrino venendo nel paese natale di S. Rita non è potuto salire sullo Scoglio della preghiera in questo anno passato”. Le storie di Cascia raccontano che Margherita Lotti, S. Rita salisse spesso a pregare sullo ‘scoglio’, il picco roccioso davanti a casa sua. “Rita e la sua voglia di Cielo sono un segnale forte: sulla vetta dello ‘scoglio’ si scopre un panorama insperato”, ha scritto l’arcivescovo nel messaggio ai giovani per l’Avvento del 2001, incentrato sulla figura di S. Rita. “Salire sul monte è come mettersi a cercare: è una fatica che merita d’essere fatta se uno è interessato a guardare oltre l’effimero; a trovare il significato delle cose, la natura bella, il verso della storia, il senso della vita, il dono di Dio. Il monte nella Bibbia è descritto come luogo privilegiato dell’incontro con Dio. Lo ‘scoglio’ di Roccaporena è come una provocazione: una specie di scala per il Cielo. Potrebbe essere anche la via per scendere nella profondità di noi stessi. Pochi passi per tornare ad essere libero, per pensare. Lo ‘scoglio’ è un luogo dello spirito per diventare più uomini, più donne, più capaci di capire. Forse giova che anche noi ci chiediamo qual è il monte, ‘lo scoglio’ da scalare ogni giorno per ritrovare noi stessi. Riscoprire la preghiera in questa dimensione eleva ed affina. Se ci riuscisse farne esperienza, avremmo trovato la porta della libertà interiore».

Francesco Carlini

(329/6214477) – Ufficio Stampa diocesano Spoleto



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