“Il provvedimento adottato dai NOE di Perugia nei confronti della Tarkett non mette in discussione la proficua collaborazione di questi anni fra territorio e fabbrica per garantire il miglioramento degli standard di sicurezza ambientale della lavorazione del Linoleum”.
Questa è stata la prima reazione del Sindaco di Narni alla notizia dell’ulteriore sequestro del sito provvisorio di stoccaggio per gli scarti di lavorazione del Linoleum. È infatti la terza volta in tre anni che la magistratura disquisisce sulla natura e le conseguenze che potrebbe avere sul suolo e sull’aria lo stoccaggio dei sottoprodotti di lavorazione.
“La Tarkett è riconosciuta a livello europeo e internazionale – sottolinea il Sindaco – come una delle fabbriche più all’avanguardia nel campo della sostenibilità ambientale scontando spesso in Italia ritardi normativi che mortificano sforzi di ricerca e Il Sindaco investimenti che come territorio abbiamo sempre incentivato. La recente normativa approvata solo qualche mese fa dal Parlamento, impone alle aziende il massimo riciclo dei prodotti risultanti dal ciclo produttivo, recependo impegni e direttive europee già affermate in molti Paesi. La Tarkett, su stimolo delle istituzioni locali, si è impegnata in questi anni in termini economici e di ricerca affinché i tagli o le bobine di prodotto che per motivi qualitativi escono dalla commerciabilità, potessero essere rimessi nel ciclo produttivo attraverso impianti vocati, escludendo il conferimento in discarica”.
Il Sindaco nella giornata di ieri è tornato di persona a visitare il nuovo impianto di riciclaggio per conoscere nei dettagli il suo funzionamento e accertare i tempi necessari per smaltire i materiali stoccati (oggetto di sequestro). “Auspico – ha sottolineato il Sindaco alla conclusione della visita – che la magistratura decida il più presto possibile sull’ esito del provvedimento di sequestro, che per definizione si definisce cautelare. Questa fabbrica deve proseguire l’impegno comune con il territorio per migliorare i propri standard di qualità soprattutto in campo ambientale.
Già in questi anni, anche grazie all’impegno nell’ambito di Agenda 21, abbiamo collaborato perché si abbattessero con nuovi impianti l’inquinamento da cattivi odori e la possibilità di non conferire in discarica un prodotto per definizione derivato interamente da prodotti naturali come il lino e il legno.
Sarebbe davvero una beffa, per la mancanza di certezze normative, preferire l’eliminazione di materiali riciclabili alloro riuso come avviene ormai in tutti i Paesi più avanzati d’Europa”.